Maryem. Conosciamo piu' da vicino Kesia
Elwin, nativa di Puerto Rico, che da qualche hanno in Italia sta scalando
la vetta del successo in Italia con la danza orientale.
Raccontaci un po' di te e della tua infanzia vissuta in un paese così esotico
come l'isola di Puerto Rico.
Kesia. Grazie a mio padre
surfista ho vissuto sempre a contatto con la natura. Passavamo i weekend a
girare l'isola per cercare le spiaggie con le onde migliori. Bevevamo
acqua di cocco fresca e mangiavamo papaya e mango sulla spiaggia. Soltanto
al mio arrivo a Milano mi sono resa conto della grance fortuna di crescere in
mezzo ad una natura così rigogliosa.
La qualità di vita caraibica ed il contatto quotidiano con la natura
fa dei "Boricua" (nome indigeno per un Portoricano)
un popolo aperto e gioioso. Vivono la vita come un ballo di
salsa, allegro, vitale con tanta passione. Mi manca tanto la mia "Isla
del Encanto".
Maryem. Cos'è che ti ha portato in Italia?
Kesia. Desideravo studiare
Comunicazioni e Direzione artistica all' estero. Durante la mia adolescenza lavoravo
nel campo dello spettacolo e nelle produzioni cinematografiche che venivano dall'
America per girare il loro film nella mia isola di Puerto Rico. Da queste esperienze
nasce il mio sogno di continuare i miei studi
universitari all' estero. E cosi
dopo un breve sosta lavorativa a Miami arrivo in Italia dove successivamente mi sono laureata in “Art Direction”.
Maryem.
Qual'è stato il tuo primo incontro con la danza del ventre?
Kesia. A riguardo ho un ricordo bellissimo risalente a quando ero bambina.
Alle scuole medie i professori di geografia e di storia crearono una specie di
evento carnevalesco, dove come compito si doveva scegliere un paese del mondo e
rappresentarlo attraverso il loro folclore, vestendosi con gli abiti tipici e
portando un piatto della cucina tradizionale del posto. Io scelsi le Hawaii e cosi mi
creai una gonna da Hula,
strappando le foglie della palma di cocco del
giardino di casa e come piatto portai un' insalata di frutta esotica, consigliata entusiasticamente da mio padre, che
aveva assaggiato durante il suo viaggio di
nozze. Il giorno successivo tutti arrivarono a scuola vestiti, chi da cowboy, chi da skuo, chi da torero, etc… I
piatti di degustazione erano infiniti! Iniziò così la rappresentazione
del folclore e ognuno fece il suo spettacolo, il momento che più attendevo.
Arrivato il
mio turno, improvviso la Hula per i miei compagni. Alla fine dello spettacolo
vidi arrivare in lontananza una figura
fluttuante e luccicante, regale come una principessa. Quando si avvicinò per mia sorpresa
scoprii che era una mia compagna di banco.
Nel mio stato di "shock" le chiesi: “QUE
TU ERES?”... e lei mi rispose: “SOY
UNA BELLYDANCER” … Alla
sua risposta non riuscii a capire più niente, non ero certa di avere mai visto
prima una cosa cosi bella in vita mia. Ero
travolta dai suoi movimenti. Allora
mi sono detta: “ CUANDO SEA GRANDE QUIERO SER UNA BELLYDANCER”…
Maryem.
Come e quando hai sentito che potesse essere la strada giusta per la tua
carriera?
Kesia. Quando arrivai in Italia
mi ero scritta nel mio diario le cose che volevo fare e realizzare, quindi una
delle mie mete era di trovare un'
insegnante di Danza Orientale, e per mia fortuna l’ho trovata subito. Di giorno studiavo e la sera danzavo.
L’innamoramento verso la danza è stato ossessivo. Al secondo anno di università ho iniziato a collaborare in alcune
testate di moda e attualità attraverso una grande direttrice del campo della
moda milanese. La mia
collaborazione divento' un lavoro continuativo come Casting e Production
editor per la rivista GQ Italia. Era
fantastico! Mi avevano dato la possibilità di lavorare mettendo in pratica
alcuni dei rami che stavo studiando. Dall’altra
parte dovevo incastrare la danza senza sacrificarla e senza perdere il posto nel
giornale, quindi a pranzo sfuggivo
ai corsi di danza e poi ritornavo ai corsi serali dopo il lavoro. Ogni tanto
mi sfuggiva un ritardo al rientro della pausa pranzo e fui costretta a trovare
un scusa dicendo che ritardavo per motivi serissimi e importantissimi, ma
alla fine la redazione venne a sapere che Kesia arrivava in ritardo perche'
seguiva i sui corsi danza del ventre! Per mia fortuna la direttrice trovo' la
giustificazione molto valida!
Ho conosciuto Olivia e Valentina (componenti gruppo "Rose del Deserto" insieme a Kesia n.r) durante i corsi di danza, subito e' nata tra di noi una forte sintonia e la conseguente voglia di fare spettacoli insieme.
Il primo
spettacolo importante fu attraverso la scuola Magica, che mandò me ed Olivia ad
una convention a Bologna. Eravamo gasatissime!
Durante il nostro viaggio in macchina parlammo del nostro avvicinamento alla danza, da quando, il perché etc…
Entrambe eravamo con il desiderio di continuare il nostro percorso nel campo
dello spettacolo ed entrambe avevamo un pensiero in comune: “A
questa danza non viene ancora dato
il suo valore e spessore culturale. Dobbiamo
creare uno spettacolo teatrale che possa dare una visione diversa e possa
educare gli occidentali sulle sue
origini, sulla sua varietà di
movimenti, sulla musica, sul suo benessere. Basta l’idea che sia solo da ristoranti!!!
Deve essere vista da palcoscenico! Creiamo una commedia teatrale! ” .
Con questi presupposti nasce il nome “Rose del Deserto”, prima compagnia teatrale di Danza Orientale in Italia. Iniziamo a riunirci per tirar fuori le nostre proprie capacità di racconto, di scrittura, di produzione, di costumiste e di creatività coreografica ed iniziamo a dare vita al copione di “Sogno D’Oriente”, il nostro primo spettacolo teatrale, che grazie a diverse fantastiche creazioni coreografiche di Irene Borg, Ada Went e Yousry Sharif abbiamo trovato molta ispirazione.
Dopo la prima versione di “Sogno D’Oriente”-2003, il nome della compagnia inizia a farsi notare. Le “Rose” venivano richieste per eventi, conventions, trasmissioni televisive e come animatrici di feste VIPS. Con la replica della commedia teatrale del 2004 si è concretizzato la mia intenzione di dedicarmi a tempo pieno alla divulgazione della Danza Orientale. Con tutto il riscontro ricevuto, si era rinforzato ancora di più quello in cui credevo già dall' inizio. Quindi volevo aumentare sempre di più il mio apprendimento personale, volevo continuare a creare spettacoli teatrali, creare un giornale che potesse educare la massa sul mondo e lo stile di vita orientale, aumentare il mio insegnamento e i miei seminari in Italia, Puerto Rico ed in Europa. Mi sono detta: “Il mio obiettivo sarà di comunicare benessere, uno stile di vita attraverso la Danza Orientale!”.
Maryem.
A grandi linee le tue esperienze formative più rilevanti...
Kesia. Studio
estensivamente e continuamente aumentando il mio linguaggio, il livello e la mia
espressione professionale con maestri e coreografi internazionali quali: Yousry
Sharif ( N.Y.) , Raqia Hassan (Egitto) , Mahmoud Reda (Egitto), Hossam &
Serena Ramzy (Egitto- UK) , Dr. Mo Geddawi (Egitto-Germania), Aida Nour
(Egitto), Amir Thaleb (Argentina), Farida Fahmy (Egitto) , Ibrahim Akef
(Egitto), Randa Kamel (Egitto), Soraya Zayed (Brazil-Egitto), Jillina (Los
Angeles), Dina (Egitto), Mona Habib (Germania) e Beata & Oracio Cifuentes
(Germania). Inoltre approfondisco il Flamenco e le
Sevillanas con Ermana Mandelli e Josè Greco ed ho studiato
Bharata Natyam a Bombay-India presso il Nalanda Dance Research Centre.
Maryem.
...E poi l'ultima grande novità del tuo percorso artistico è stata la
partecipazione al tour europeo con le Belly Dance Superstars, raccontaci le tue
emozioni nel momento in cui ti hanno chiamato a partecipare.
Kesia. L’emozione
è stata intensa. Il mio primo
incontro con le Bellydance Superstars è stato a Milano durante il loro
spettacolo nel 2004 al Teatro Smeraldo. Lì
ho fatto la mia audizione. Alla
fine di essa mi è stato detto che erano interessati ad avermi come componente.
Nel Gen 05 mi hanno detto che avevano in programma una audizione a Parigi
nel teatro Les Folies Bergere e quindi se li potevo raggiungere. Sono andata
e Mr. Copeland
mi ha ricevuto dicendomi: “Sei
pronta a partire in tournee con noi?”, alla sua domanda la mia risposta è
stata, la mia mascella che srotolava fino alla Tour Eiffel e tornava indietro e
non riuscivo ad far parlare le mie corde vocali.
Maryem.
E i primi giorni? L'allenamento e l'imparare in così poco tempo
coreografie e movimenti sul palco?
Kesia. Il mio
arrivo a Montecarlo è stato di 10 giorni prima dalla data prevista del mio
primo spettacolo con il gruppo. Jillina
era appena partita x Los Angeles qualche giorno prima del mio arrivo e quello di
Barbara Kupovitz (l’altra nuova componente Hungherese). Quindi Stevie, l’assistente di Jillina, ci ha seguito spiegandoci il più
chiaro possibile i passi, le formazioni, i dettagli, l’intensità , il feeling
delle coreografia. E’ stata
bravissima. Dall’altra parte non
passavamo più di 2 ore al giorno a lavorare sulle coreografie che dovevamo
imparare, quale ci costringeva ad una concentrazione duplice e studio a casa con
video o qualunque altra forma di ripasso del materiale che potesse essere utile.
Noi dovevamo essere pronte e
perfette in scena in dieci giorni, inoltre Jillina sarebbe arrivata lo stesso giorno
del nostro debutto, quindi doppia pressione.
Maryem. Immagino che avrai avuto la
possiblità di conoscere da vicino dei grandi personaggi. Qual'è stata la
persona che ti ha colpito di più e con cui hai avuto subito un buon feeling?
Kesia. Il
feeling è facile trovarlo quando c'e' ammirazione e rispetto verso la
professionalità del singolo individuo e del lavoro collettivo. Ho provato un
bellissimo calore affettivo quando ho rivisto Jillina dopo un anno che non la
vedevo. E' stato subito feeling al
primo incontro con Sonia, Adorè, Amar e la tribal Sharon.
Maryem. Puoi raccontarci qualcosa in
più della famosa Rachel Brice?
Kesia. Lei
è una specie rara, una forza della natura! Lei E’ il significato del
Tribal!. Questo è quello che mi ha lasciato durante solo due settimane di
collaborazione insieme. Quindi vi lascio immaginare. Purtroppo finiva la tournèe prima di noi.
Maryem. Ma "inter-nos"
qualche pettegolezzo del dietro le quinte, ce lo puoi svelare?
Kesia. Pettegolezzi
non ci sono. Vi posso solo dire che
ci piaceva divertirci (sanamente) e fare le pazze in tutte le città che
visitavamo. Una delle tape della
tournèe era in Belgio. Per nostra sorpresa cerano i Gypsy Kings che erano
ospite nello stesso albergo dove
stavamo anche noi. Al rientro del
nostro spettacolo li troviamo nella lobby a cantare e suonare. Ovviamente siamo impazzite, abbiamo iniziato a danzare e pure Issam (il
percussionista della compagnia) si è messo a suonare la darbuka. La Lobby è diventato lo
show live di: Bellydance Superstars and Gypsy Kings fino alle 5 del
mattino!
Maryem. Ma non finisce qui, prima di
partire per Monte Carlo hai anche girato un film "Aldila' del vetro"
di Ettore Pasculli, che personaggio interpreti?
Kesia. Interpreto
Jasmin ragazza maghrebina emigrata in Italia e cresciuta in Andalucia. Jasmin di giorno è una cameriera nella fiera nuova di Milano di sera
insegna Danza Orientale. Nella
storia si innamora di un ragazzo ebreo e nel film raccontano il loro legame
d’amore e le difficoltà fra una ragazza musulmana ed un ragazzo ebreo, il
tutto raccontato come un thriller. Il
film uscirà ad Aprile in Italia.
Maryem. Cos'è che ha colpito
maggiormente il regista per sceglierti ed assegnarti la parte?
Kesia. Ettore
Pasculli mi ha fatto fermare al Festival di Venezia lo scorso settembre 2005. Voleva
sapere le mie origini e quale era la mia formazione nel campo del cinema e dello
spettacolo. Così gli ho raccontato brevemente il mio percorso artistico e successivamente lui mi ha dato
appuntamento a Milano. Nel nostro incontro
a Milano abbiamo approfondito il copione e quello che lui voleva che Jasmin, la protagonista del film, comunicasse
attraverso l’obiettivo della cinepresa. Abbiamo
dialogato sul mondo della danza orientale, di come io vivo essa, degli artisti, dei ritmi, dei luoghi a Milano dove
curare il corpo nello stile orientale. Da
questa conversazione lo scheletro
di Jasmin iniziò ad avere un animo Orientale evoluto dovuto ai luoghi dove a
vissuto, ma melanconicamente legato
ai suoi origini e tradizioni; con una virgola di modernità giovanile.
Maryem. Numerosi altri progetti
immagino. Pensi che ritornerai a ballare con le Belly Dance Superstars?
Kesia.
Sarei solo felicissima di
collaborare ancora con loro! Vi
terrò aggiornati sicuramente.
Maryem. Ma le Rose del Deserto non
hanno sentito la tua mancanza in tutto questo tempo?
Kesia. Le Rose mi
dicono che hanno sentito la mancanza… Nel
percorso artistico di un gruppo o di un artista ci possono essere dei silenzi
che porteranno nuove idee, arricchimenti e creatività. Con il mio rientro aspiro a portare novità e tanta tanta danza
per la
prossima tournèe estiva e spettacoli delle “Rose del Deserto”. La tournèe dell’estate scorsa è stata un successone in Costa
Smeralda. Inoltre vogliamo
aumentare le componenti della compagnia o trovare nuovi collaboratori. Quindi vi annuncio che sono
aperte le audizioni per nuovi componenti della
compagnia “Rose del Deserto”, fatevi avanti!
Maryem. Ti ringraziamo per averci concesso
quest'intervista e attendiamo tutte le tue novità nel mondo del cinema e della
danza.
Kesia. Grazie a
voi di avermi dedicato questo bel spazio. …Solo
noi stessi possiamo fare in modo che la Danza Orientale venga conosciuta x la
sua grande ricchezza artistica. … Danziamo per vivere, Danziamo per
esprimerci, Danziamo per ispirare…!
Per
maggiori informazioni
Kesia Elwin official site: www.kesiaelwin.it